Appello del Papa per la pace in Irlanda del Nord

CITTA’ DEL VATICANO – “Prego il Signore affinchè nessuno si lasci vincere nuovamente dall’orrenda tentazione della violenza, ma ognuno moltiplichi gli sforzi per continuare a costruire, attraverso la pazienza del dialogo, una società pacifica, giusta e riconciliata”. E’ l’appello di Benedetto XVI per la pacificazione dell’Irlanda del Nord, una terra insanguinata per oltre trent’anni e poi vissuta per un decennio in un clima di insperato equilibrio, dopo gli accordi di pace firmati nel 1998. Due soldati ed un poliziotto uccisi: quanto accaduto getta pesanti ipoteche sulla tenuta del processo di pace. Il Papa ha espresso una ferma condanna per ogni atto di terrorismo, che, oltre a profanare la vita umana, pone in serio pericolo il processo politico in corso nell’Irlanda del Nord e rischia di spegnere tante speranze da esso suscitate. Proprio alla figura di un vescovo anglosassone, che ai suoi tempi aveva lavorato con successo alla costruzione di una società pacifica, San Bonifacio, il Papa ha dedicato la Catechesi di oggi, descrivendo questa figura carismatica come un “grande missionario” che diffuse il Vangelo nell’Europa centrale con tali risultati da essere ricordato come “l’apostolo dei Germani”. “Paragonando questa sua fede ardente, questo zelo per il Vangelo alla nostra fede così spesso tiepida e burocratizzata, vediamo cosa dobbiamo fare e come rinnovare la nostra fede, per dare in dono al nostro tempo la perla preziosa del Vangelo”. Un momento particolarmente commovente al termine dell’Udienza. Il Papa, prima di rientrare nel Palazzo apostolico, si è intrattenuto con Giampiero Steccato, un ex impiegato delle ferrovie di Piacenza di 58 anni, da 10 paralizzato dalla “sindrome di Locked-in”, benchè pienamente cosciente. L’uomo, accompagnato dalla moglie Lucia e dai due figli, ha consegnato un messaggio a Benedetto XVI, nel quale scrive fra l’altro: “Vorrei trasmetterle quello che il mio corpo rischia di celare: ho voglia di vivere”. “Ringrazio infinite volte il Signore per il privilegio di esistere”.