All’Angelus gli africani di Roma dicono “Grazie” al Papa

CITTA’ DEL VATICANO – “La volontà di Dio è dare la vita eterna a noi che l’abbiamo perduta”. Sono state queste le riflessioni di Benedetto XVI all’Angelus. “Perché ciò si realizzi”, ha aggiunto il Santo Padre, “bisogna che Gesù muoia, come un chicco di grano che Dio Padre ha seminato nel mondo. Solo così infatti potrà germogliare e crescere una nuova umanità”. Una nuova umanità, insomma, che “è viva, pur con i suoi limiti umani”, come è stato sperimentato “nella grande festa della fede vissuta in Africa”. “Là dove i missionari, come Gesù, hanno dato e continuano a spendere la vita per il Vangelo – ha precisato il Santo Padre – si raccolgono frutti abbondanti”. E proprio ai missionari il Papa ha rivolto un particolare pensiero di gratitudine. E ricordando il recente viaggio apostolico, il Papa ha detto di essere stato colpito soprattutto da due aspetti: il primo – ha detto – è stata la gioia visibile nei volti della gente, la gioia di sentirsi parte dell’unica famiglia di Dio. Ringrazio il Signore – ha aggiunto – per aver potuto condividere con le moltitudini di questi nostri fratelli e sorelle momenti di festa semplice, corale e piena di fede. Il secondo aspetto è il forte senso del sacro che si respirava nelle celebrazioni liturgiche, caratteristica comune a tutti i popoli africani ed emersa – ha sottolineato il Santo Padre – in ogni momento della mia permanenza tra quelle care popolazioni. La visita mi ha permesso di vedere e comprendere meglio la realtà della Chiesa in Africa nella varietà delle sue esperienze e delle sfide che si trova ad affrontare in questo tempo.