NE – Gli abitanti della val Graveglia non si aspettavano un’opera così grande. Le arcate del ponte S. Lucia si impongono sul resto della vallata. Lo scheletro del viadotto è impiantato, ora manca la gettata di calcestruzzo e la realizzazione della rete viaria per la circolazione delle vetture. La ditta Orion che si sta occupando della costruzione sta rispettando i tempi previsti, ha detto Pietro Bellina tecnico della Provincia. Capisco il malumore degli abitanti della valle – ha ammesso – Un ponte di 42 metri che attraversa un fiume di 15 non è semplice da comprendere. Tuttavia, per rispettare il complicato piano di bacino, non c’erano soluzioni migliori. E’ l’idraulica che comanda – ha detto ancora il tecnico provinciale – le arcate che abbiamo innalzato servono per sostenere una viabilità pesante fatta di camion e tir che ogni giorno passano per l’area di S. Lucia. L’opera è sproporzionata rispetto a ciò che le sta intorno – ha detto il Sindaco di Ne Cesare Pesce – ma è proporzionata rispetto al carico che ci transita sopra. Tutti i ponti previsti dalla Provincia nel progetto di riqualificazione viaria della Graveglia saranno fatti in quel modo. Secondo Pietro Bellina, inoltre, non appena il ponte provvisorio bailey sarà abbattuto e gli automobilisti passeranno nel centro del nuovo viadotto, sparirà la sensazione impattattante che hanno avuto in molti in queste settimane. Eppure, gli abitanti di S. Lucia non ci stanno e criticano il progetto e i tempi.












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