CITTA’ DEL VATICANO – “Durante il suo lungo Pontificato, si è prodigato nel proclamare il diritto con fermezza, senza debolezze o tentennamenti, soprattutto quando doveva misurarsi con resistenze, ostilità e rifiuti”. E’ il ricordo di Giovanni Paolo II, a cinque anni dalla morte, offerto da Benedetto XVI, nell’omelia della Messa celebrata nella Basilica di S. Pietro. Il 2 aprile, quest’anno, è Venerdì Santo: di qui la scelta di anticipare ad oggi la celebrazione eucaristica di suffragio. “Sapeva di essere stato preso per mano dal Signore – ha proseguito Benedetto XVI – e questo gli ha consentito di esercitare un ministero molto fecondo, per il quale, ancora una volta, rendiamo fervide grazie a Dio”. Nel suo “amato predecessore”, Benedetto XVI vede l’immagine perfetta del “servo di Dio”, che – come dicono le Scritture – “agirà con fermezza incrollabile, con un’energia che non viene meno fino a che egli non abbia realizzato il compito che gli è stato assegnato. Eppure, non avrà a sua disposizione quei mezzi umani che sembrano indispensabili all’attuazione di un piano così grandioso. Si presenterà con la forza della convinzione, e sarà lo Spirito che Dio ha posto in lui a dargli la capacità di agire con mitezza e con forza, assicurandogli il successo finale”.













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