CITTA’ DEL VATICANO – La questione pedofilia, la ricorrenza del 150.mo anniversario dell’unità d’Italia e l’emergenza educativa sono stati i principali temi discussi dai vescovi italiani riuniti da lunedì in Vaticano per la 61.ma Assemblea generale. Dopo la prolusione del presidente della Conferenza episcopale, il cardinale Angelo Bagnasco, i presuli si sono soffermati a discutere in particolare sull’insegnamento del Papa in tema di abusi sui minori e sulle indicazioni della Congregazione della Dottrina della Fede. Incontrando i giornalisti per riferire dei lavori della mattina, il segretario della Cei, mons. Mariano Crociata, ha detto che due sono stati gli aspetti più approfonditi sul tema della pedofilia: quello del discernimento e della formazione dei giovani candidati al sacerdozio e quello dell’accompagnamento dei sacerdoti nel loro ministero. Il presule ha affermato che c’è grande sofferenza e rammarico per coloro che nella Chiesa si sono resi responsabili di atti così gravi e ha riferito che in Italia sono un centinaio i procedimenti canonici avviati nell’arco degli ultimi 10 anni. La Chiesa è ferita, dopo le vittime, con le vittime, ha proseguito il segretario della Cei, perché è stata stravolta la totalità dei credenti, dei responsabili della vita della Chiesa, ma gli appelli del Papa ci rendono ancora più vigili e attenti, primariamente per le vittime. Il proposito, dunque, è quello di una vigilanza più attenta, di una maggiore cura e di un migliore accompagnamento dei sacerdoti nell’esercizio del loro ministero pastorale. Non si sono registrati cali di iscrizioni nelle scuole cattoliche, né una diminuzione di fedeli nelle chiese. E’ segno, ha spiegato mons. Crociata, che i credenti vogliono affrontare il problema e superarlo, continuare a far crescere la vita della Chiesa. Il popolo cristiano, ha proseguito il presule, vuole che questo dramma diventi occasione per un salto di qualità, che non sia un momento di smarrimento e di paura. E piena disponibilità è stata ribadita da parte dei vescovi a collaborare lì dove si dovessero registrare casi di abusi, oltre alla volontà di impegnarsi nella vita delle loro diocesi, per un servizio sempre più autentico, genuino e generoso da parte dei sacerdoti nella pastorale.Sulla ricorrenza dell’unità d’Italia, il segretario della Conferenza episcopale italiana ha osservato che si tratta di una occasione per tutti gli italiani per risvegliare la memoria della propria storia: l’essere nazione, la responsabilità di farsi carico gli uni degli altri per crescere insieme. I cattolici italiani, ha aggiunto, si sentono protagonisti attivi di un cammino del Paese che guarda al futuro, in una prospettiva di piena condivisione e impegno, e la Chiesa intende contribuire con tutte le forme possibili, al bene del Paese e alla sua crescita. Rispondendo poi alle domande dei cronisti a proposito della legge sulle intercettazioni in discussione in queste ore in Senato e alla Camera dei deputati, mons. Crociata ha dichiarato che la Chiesa italiana rispetta ciò che il popolo italiano, attraverso il suo governo e il suo parlamento, esprime nella sua autonomia. Ma auspica che i beni in gioco nel problema affrontato – che riguardano i singoli individui, l’ordinamento della giustizia, le esigenze di solidarietà, di giustizia nella vita sociale e di comunicazione – siano salvaguardati tutti con equilibrio.













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