SESTRI LEVANTE – Trovare altre commesse anche al di fuori del settore militare, incentivare il settore navale con interventi diretti: sono queste le proposte che la Fiom Cgil ha ribadito al Governo per trovare possibili soluzioni alla questione occupazionale di Fincantieri. Diversi i temi aperti in un confronto, ultimo dei quali tenutosi lunedì a Castellamare in provincia di Napoli, che vede al tavolo l’azienda e i coordinamenti nazionali. A livello nazionale sono sei attualmente i poli produttivi nei quali è stata decisa la cassa integrazione, uno dei quali (Il Cetena) è il centro di sviluppo di nuovi progetti. Il rischio, secondo il sindacato, è che fermando persino la ricerca non si diano prospettive concrete all’azienda e ai suoi lavoratori. Una situazione che ha i suoi riflessi anche per lo stabilimento di Riva Trigoso, nel quale questa mattina i lavoratori aderenti alla Fiom sono scesi in sciopero per un’ora durante la quale si è svolta un’assemblea. Diverse le manifestazioni in programma per cercare di dare segnali concreti: il 21 settembre a Roma si terrà un convegno al quale ci sarà la presenza di tutti gli enti locali nei quali si trovano sedi di cantiere. Il primo ottobre invece è stata organizzata una manifestazione di protesta di fronte a Palazzo Chigi per chiedere l’intervento del Governo a sostegno del settore cantieristico. Nel frattempo è stato chiesto anche il coinvolgimento della Regione Liguria.












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