Il vescovo per tutti i Santi: le beatitudini descrivono l’unica vita degna d’esser vissuta. Un pensiero per l’Iraq

CHIAVARI – La Chiesa ha festeggiato ieri la solennità di Tutti i Santi. Nella Cattedrale di N. S. dell’Orto il vescovo diocesano ha presieduto il Pontificale delle 18.00. La liturgia della solennità di Tutti i Santi – ha spiegato il vescovo – invita ad immedesimarsi nell’esperienza della Santità. La lettura tratta dal Libro dell’Apocalisse, in particolare, presenta una visione dei Santi. Essi appaiono “segnati con il sigillo”, simbolo di appartenenza a Dio, in virtù della salvezza da Lui ricevuta. “I Santi – ha proseguito Mons. Tanasini – sono descritti come una moltitudine immensa; l’opera di Dio ha una grande efficacia, anche se spesso ciò non appare perchè si esplica in maniera silenziosa”. “San Giovanni vede i Santi in piedi come i vivi, non sdraiati come i morti; essi sono vivi in quanto hanno seguito e seguono l’Agnello”. “La gioia che si prova quando si incontra una persona cara, un amico –  ha proseguito il vescovo – è l’essenza della beatitudine. La festa dei Santi ci esorta a fare del desiderio di incontrare Dio la forza trainante della nostra vita. Il Paradiso, come luogo di questo incontro, illumina  la vita umana e tutta la storia”. San Giovanni ci ricorda che fin d’ora siamo figli di Dio; se il mondo non ci conosce, è perchè non ha conosciuto Lui. “Sta a noi- ha spiegato Mons. Tanasini – riconoscere la nostra condizione di figli di Dio. Si ha spesso l’impressione che nella società prevalgano i furbi ed i prepotenti; eppure l’incontro con le persone miti, con i puri di cuore ci dice la verità delle beatitudini. Cristo ha enunciato le beatitudini e le ha vissute”.Per risolvere i problemi sociali spesso si pensa in primo luogo a soluzioni di tipo organizzativo; queste sono necessarie, ma prima bisogna percorrere la strada delle beatitudini; esse descrivono l’unica vita degna di essere vissuta. Mons. Alberto Tanasini ha poi rivolto un pensiero ai fratelli colpiti dall’attentato a Baghdad: “Siamo loro vicini nella comunione dei Santi”.