TIGULLIO – Classi con una media di trenta ragazzi gestiti da un solo insegnante, drastica riduzione del numero dei collaboratori scolastici e dei docenti di sostegno, presidi costretti a dividersi tra più istituti e ad affidare molte delle loro responsabilità ai vicari. E’ un inizio anno, partito in anticipo di una settimana rispetto a quello precedente, segnato da qualche preoccupazione anche per le scuole del Tigullio. Studenti, insegnanti e famiglie sono alle prese con gli effetti di una razionalizzazione dei costi decisa dal Ministero che non manca di suscitare qualche difficoltà. Problema numero uno: resta da nominare ancora un 20% del personale docente, ma gli istituti al momento sono impossibilitati a procedere. Difficoltà di azione anche per i dirigenti scolastici. Molti nel Tigullio quelli andati in pensione e non ancora sostituiti. Il concorso manca da 5 anni e i presidi rimasti sono costretti a fare la spola tra due istituti con le conseguenze del caso. Sono aumentati poi nel Tigullio i casi di alunni disabili che necessitano di un insegnante di sostegno a fronte di una diminuzione però del personale docente. Negli ultimi anni sono poi diminuiti drasticamente i collaboratori scolastici, cioè i bidelli, con conseguente riduzione del servizio offerto dalle scuole.













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