TIGULLIO – Secondo Lorenzo Caselli, docente emerito di Etica Economica all’Università di Genova – sono tre i criteri per giudicare una manovra economica: rigore, sviluppo ed equità. Sul rigore pochi dubbi: L’Europa chiedeva un provvedimento forte, il Governo ha risposto con 30 miliardi di euro. Sull’immediato è sceso lo spread, il differenziale tra Italia e Germania, questo vuol dire che il nostro debito costa meno. Il rigore ha però un effetto depressivo, la gente consumerà meno e se il Paese non cresce l’incidenza del debito pubblico sul Pil aumenterà. La manovra colpisce tutti, con l’introduzione dell’Ici, tagliando i trasferimenti agli enti locali, modificando le pensioni. Secondo Caselli c’è poca equità per ora, si sono toccati poco i grandi capitali, i patrimoni, i costi della politica. Pesante l’eliminazione dell’adeguamento all’inflazione che rimane solo per le pensioni sotto i mille euro, ma per Caselli occorreva toccare le pensioni più elevate. Occorre dunque lavorare sulla crescita – ha proseguito l’economista – in particolare affrontando la questione, drammatica, dell’evasione.












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