Consumatori tempestati di telefonate: è stalking aziendale?

REGIONE – Vi è capitato di essere contattati telefonicamente per l’apertura di un nuovo contratto? Di solito si tratta di gestori telefonici o dell’energia. Aziende che stressano i consumatori bombardandoli di chiamate, sul fisso o sui cellulari, o con visite porta a porta nel tentativo di trovare nuovi clienti. Questo bersagliamento viene definito da Confconsumatori stalking aziendale. Agli sportelli dell’Associazione, l’80% denuncia pressioni telefoniche e veri e propri raggiri. Attenzione dunque: il passaggio ad un mercato più libero obbliga le aziende ad affidarsi a società di marketing esterne che tempestano i consumatori al fine di promuovere nuovi contratti. E dato che queste ditte sono chiamate a chiudere un tot di nuovi contratti al mese, non sempre le adesioni delle persone contattate corrispondono alla realtà. Affinché il problema sia chiaro, Confconsumatori ha raccontato due episodi gravi: il primo si verifica quando incaricati chiedono porta a porta se in casa ci sono problemi con luce o gas. Alla risposta affermativa del padrone di casa, chiedono di vedere la bolletta. Attenti, perché questo è un modo per leggere il codice cliente che potrebbe essere usato per la stipula di un contratto all’insaputa del consumatore. L’altro episodio si verifica al telefono: i sì pronunciati nella cornetta, anche per domande apparentemente insignificanti, potrebbero essere usati per la stipula di contratti verbali e che hanno valore legale. E’ il cosiddetto verbal ordering, spesso usato con metodi non leciti. Non sono favole dunque, ma casi che si verificano davvero. Casi che Confconsumatori affronta senza ricorrere alla Procura, ma che risolve chiamando in causa l’Antitrust. Una normativa europea del 2005, infatti, punisce le aziende che si comportano in modo sleale. Se un cliente firma o aderisce ad un contratto perché pressato o in condizioni non lucide per fare una scelta consapevole, ebbene, questo è scorretto e va punito. Buttare giù il telefono per non incorrere in trappole allora è lecito? Confconsumatori sta lavorando con alcune aziende per imporre loro un codice etico, certo è che alla cornetta occorre fare molta attenzione.