Messa per il Papa. Mons. Tanasini: “Il bene della Chiesa cercato al di sopra di se”

121102_Messa Tutti i Santi VescovoCHIAVARI –  Molti fedeli hanno preso parte alla celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo diocesano in Cattedrale per pregare per il Papa. Il vescovo ha richiamato il ruolo di Pietro, la sua vicarietà rispetto a Dio, l’invito a vivere nella fede i momenti conclusivi del Pontificato di Benedetto XVI. Un gesto compiuto per il Bene della Chiesa. Di seguito il testo integrale dell’omelia pronunciata da Mons. Alberto Tanasini.

Ogni anno in questo giorno la Chiesa celebra, con solennità, la festa della Cattedra di San Pietro. Il 29 giugno si fa memoria del martirio di San Pietro e San Paolo, gli apostoli che hanno suggellato con il dono della vita, il loro ministero. La Chiesa Cattolica deve ringraziare oggi il Signore per il dono del ministero petrino. Pietra visibile, sulla quale il Signore ha edificato la sua Chiesa. Garante dell’unità della Chiesa stessa, della fede annunciata e professata, pastore di tutta la Chiesa. La Chiesa celebra perchè riconosce che questa cattedra appartiene al ministero di questa Chiesa e che quello di Pietro, alla quale sono uniti i vescovi, non è solo un ruolo sociale. In questo anno la celebrazione odierna ha assunto una significato particolare per l’avvicinarsi della data in cui Benedetto XVI lascerà il suo ministero Petrino. Viviamo questo momento nello Spirito di fede e secondo questa prospettiva. Nel rivolgersi al clero di Roma proprio Papa Benedetto, ripercorrendo i tratti del concilio da lui vissuto in prima persona, concluse dicendo che c’era stato un concilio dei padri conciliari e un concilio dei media. I padri conciliari vissero i lavori del concilio nella fede. Il concilio dei giornalisti non si è realizzato all’interno della fede, la loro era una interpretazione politica. Vediamo come questo concilio virtuale si rompa, si perda ed appaia il vero concilio con tutta la sua forza spirituale. Siamo qui per esprimere la nostra grande riconoscenza a Papa Benedetto per quanto ci ha dato e chiesto, nel corso del suo magistero limpido, esigente a rimettere al centro Dio amore. Ci ha chiesto di farlo effettivamente, ci ha chiesto coerenza, capacità di riformarsi. Altri tratti della sua personalità sono stati espressi attraverso la mitezza e finezza, interiore ed esteriore. Siamo qui per imparare, che il bene della chiesa sta soprattutto nell’impegno dei credenti, nell’agire ecclesiale a partire da noi pastori. Il bene della Chiesa conosciuto davanti a Dio, sopra ogni nostro bene. Non io, ma Dio! Si è insistito sulla stanchezza del Papa. In realtà credo si debba insistere sul bene della Chiesa, cercato al di sopra di se. Ripongo ogni fiducia nella decisione del s Santo Padre, presa con lunga e grande preghiera. Siamo qui per ricordare che chi guida la chiesa è il Signore. Introducendo l’incontro con i vescovi della Liguria, il Papa ha insistito sulla vicarietà del ruolo di Pietro. Il Papa è il vicario, solo il vicario, dando a questa parola non tanto la forza dell’autorevolezza, ma sottolineando che la vicarietà va oltre la persona, sa di non essere il titolare dell’Ufficio. A Gesù con Benedetto noi vogliamo affidarci. Siamo qui per pregare per il suo successore. Il termine Cattedra, il compito che continua e contro cui nulla potranno le forze degli inferi. Un altro modo di parlare della vicarietà. Quando siamo tentati da analisi pessimiste e disfattiste, ricordiamo che le porte degli inferi non prevarranno. Preghiamo per il successore e per coloro che sono chiamati ad eleggerlo. Sia oggi la nostra preghiera, cominci oggi la preghiera se già non è cominciata e impegnamoci a continuarla nel tempo che ci sta davanti.