La Pasqua di padre Mauro Armanino nelle carceri del Niger

padre mauro armaninoNIGER – Dal Niger, il missionario SMA padre Mauro Armanino racconta la sua Pasqua tra i carcerati. “Alcuni detenuti indossavano magliette sportive. Fly Emirates e una non meglio identificata Trojan.I nigeriani con l’immancabile bibbia, un beninese, qualcuno del Burkina Faso e il resto del Niger.La prigione di Kollo è ormai una scuola di formazione professionale. Nel senso che i crimini si perpetuano nello spazio e nel tempo con regolarità.Vi sono anche ospitati un centinaio di impiegati del ministro della sanità per ruberie coperte da anni di impunità.Tutti sapevano e pochi si lamentavano.Finché arrivò il giorno della resa dei conti ai donatori esteri.Medici e impiegati complici in galera. Gli arrestati del ministero possono ricevere visite all’ombra degli alberi che ne piantonano l’ingresso.La messa era finita e alcuni potevano andare in pace.Solo in carcere si capisce dove si è nascosta la libertà.I detenuti hanno cominciato a danzare attorno al cero di pasqua che il sole rendeva più luminoso.Uno dei militari filmava col telefonino e l’altro scattava foto. Il direttore del carcere indossava un completo scuro riesumato per l’occasione. Hanno regalato al vescovo un aereo per immaginare di volare lontano.E accanto all’aereo un pezzo di legno col profilo del Niger barricato dietro una croce.I romani l’avevano assunta per stroncare sul nascere ogni tentativo di insurrezione.Alcune donne assistevano al rito per vedere dove avevano seppellito il futuro. A Marassi i detenuti si scontravano con la grande croce di ferro che non casualmente si trovava al cuore del cupolone centrale.Nel frattempo sono passati due anni e due carceri.Quando uno sogna da solo, è solo un sogno.Quando si sogna insieme, è la realtà che cambia.Era scritto sul quaderno verde che i ragazzi di Genova- Marassi hanno consegnanto come una refurtiva prima della partenza. Paese che vai prigioni che trovi.In generale i detenuti sono poveri e i poveri sono detenuti. I ricchi sono invece prigionieri dei muri che proteggono le loro ricchezze.A Niamey come altrove sono i prigionieri che cambieranno il mondo il giorno che usciranno dalle prigioni.Le insurrezioni erano cominciate solo più tardi e pochi se ne erano accorti.Le guerre erano uguali a quelle di prima. Anche perché le parole avevano perso la fiducia di risorgere dal cimitero dove erano state seppellite.Allora i ladri e i sediziosi avevano deciso di liberare le parole.I poveri e i bambini erano d’accordo col loro.Di comune accordo le avevano affidate ai migranti. Romeo esce fuori il giorno di pasqua di un anno qualsiasi.Arriva dall’Algeria dopo aver tentato invano di sedurre il Marocco che anticipa e respinge la Spagna. Sette di loro sono stati uccisi in circostanze ancora da chiarire.Gli altri conterranei compagni di viaggio lo hanno derubato del bagaglio per abbandonarlo.Gli hanno lasciato un paio di ricordi e un biglietto sgualcito di viaggio della compagnia Rimbo con la copertina blu cielo.Dorme accanto alla grotta che rappresenta l’apparizione di Maria alla cattedrale di Niamey.Lui è parte dell’apparizione e pochi per il momento se ne sono accorti.Vorrebbe forse tornare al paese che ha lasciato tre anni fa.Il Cameroun che chiama e poi abbandona i suoi figli e figlie che si rivoltano alla dittatura della povertà. Kingsley racconta di essere un giornalista perseguitato e viaggia con una borsa che racconta quello che non ricorda. Mostra un mensile di alcuni anni fa e chiede di essere aiutato a raggiungere sua moglie che nel frattempo si è rifugiata altrove.E sparisce poi alla prima occasione dopo aver atteso invano un giornalista per un’intervista che non ha mai avuto luogo.E nel pomeriggio sono gli altri rifugiati a incontrarsi.La pasqua che era sfuggita di mano a quei pochi che pensavano averla addomesticata.Il sollevamento era stato quasi generale contro l’autorità costituita dal nulla e dal potere. Le uniche rivolte sono quelle di cui nessuno parla. Passano inosservate e gli oppressori sono gli stessi delle elezioni dell’anno precedente . L’insurrezione solo accade nel silenzio disarmato. Nella prigione alla fine hanno offerto biscotti dorati. Le bevande erano dal gusto e dal colore indefinito.Solo la coca cola company portava la destabilizzante etichetta rossa di fabbricazione locale”.