Papa Francesco ai Movimenti: “Voglio sentirvi gridare il nome di Gesù”

PAPA FRANCESCOCITTA’ DEL VATICANO – Il lungo pomeriggio dei movimenti ecclesiali, 150 quelli rappresentati, oggi in Piazza San Pietro, è iniziato attorno alle 15, quando sui maxischermi, e in contemporanea in diretta video sul Centro televisivo vaticano, e sulle emittenti collegate, hanno iniziato ad essere trasmesse le immagini dei precedenti incontri con il Successore di Pietro, inaugurati da Giovanni Paolo II nel 1998. E ancora, le parole vibranti di Benedetto XVI.
Poi la festa, con le testimonianze di vita vissuta. Circostanze quotidiane che hanno aperto il cuore all’incontro con la fede, incarnata nel carisma dei diversi movimenti. Testimonianze inframezzate da canti, espressione della storia di ciascuna realtà ecclesiale.
La gioia è esplosa all’arrivo di Papa Francesco, che ha compiuto un lunghissimo giro in Piazza San Pietro, arrivando fino quasi in fondo a Via della Conciliazione.
Poi l’inizio della preghiera dei Vespri, con il canto dell’Inno dell’Anno della Fede. Quindi gli interventi di coppie e singoli, appartenenti ai diversi movimenti, che hanno posto alcuen domande a Papa Francesco.
Semplici e disarmanti le risposte del Santo Padre. La prima risata è scattata quando il Papa ha rpeso la parola e ha confessato, come era evidente a tutti, che le domande gli erano già note e che quindi la risposta se l’era potuta preparare. “La fede non è un astratto, è sempre una persona che ci dà il primo annuncio”, ha detto Papa Francesco descrivendo il rapporto con la nonna. “Il Signore è colui che ci aspetta sempre”, ha spiegato poi, raccontando l’incontro con un sacerdote confessore, all’età di 17 anni. “E’ Dio che vi dà la fede, la cosa importante è l’incontro con lui, e cresce nel rapporto con il Signore”, ha aggiunto, paragonando il rapporto dei credenti con Dio a quello del bambino con i genitori. “Siamo più fragili quando abbiamo più fiducia in noi”, ha detto ancora il Santo Padre, interrotto più volte dall’applauso dei fedeli.
Papa Francesco ha raccomandato di cercare la forza nella preghiera, ed in particolare nella preghiera del Rosario.
“La cosa più importante, nell’evangelizzazione, è Gesù, non le nostre iniziative o la nostra organizzazione”, ha aggiunto. Papa Francesco ha strappato applausi, sorrisi, e anche risate, ad esempio quando ha confessato che talvolta la stanchezza della giornata ha il sopravvento, quando prega la sera, e così talvolta si assopisce mentre prega. L’applauso più grande è scattato quando il samto Padre ha pronunciato un rimprovero bonario: “Non voglio più sentirvi gridare Francesco”, ha detto, “voglio sentirvi gridare il nome di Gesù”.
Poi un accenno all’immagine già utilizzata nei giorni scorsi, quella relativa ai cristiani da salotto. Il Papa ha voluto scardinare questa immagine, suggerendo invece di lasciarsi toccare dalla povertà, ma in maniera concreta. Ha citato quello che diceva ai penitenti in confessionale: se avessero fatto l’elemosina, e se nel compiere questo gesto avessero toccato il povero.
E ancora, un richiamo importante alla necessità della libertà religiosa. Il Santo Padre ha invitato alla preghiera per chi vive il martirio, quello quotidiano e quello che dura per tutta la vita. Poi la sintesi finale delle sue parole. Il Papa ha ricordato ciò che aveva già ripetuto in precedenza: “la Chiesa non deve essere chiusa, deve aprirsi alle periferie esistenziali”. “Una Chiesa chiusa è una chiesa ammalata”, ha detto il santo Padre. “Preferisco una Chiesa ammaccata che una chiesa malata, sono state le sue parole”.