“Come Tommaso, in cammino dall’incredulità alla fede”

malati-in-cattedrale-21CHIAVARI – La messa per gli ammalati corona ogni anno le celebrazioni in onore di Nostra Signora dell’Orto. In Cattedrale si è rinnovato il gesto del pellegrinaggio delle persone ammalate e anziane accompagnate da chi li assiste nel quotidiano e da chi si prende cura di loro, volontari di come l’Unitalsi. La liturgia è stata imperniata sull’episodio evangelico dell’incredulità di San Tommaso, da cui ha tratto spunto Mons. Tanasini per una commovente riflessione sull’approccio alla malattia. Perchè Tommaso, colpito dalla morte di Cristo, era incredulo di fronte alla notizia della sua resurrezione, quasi privo di speranza. Un po’ come un ammalato che di fronte alla propria sofferenza esclami: Tutto è inutile. “A volte la nostra fede è messa alla prova”, ha riconosciuto Mons. Tanasini che ha però indicato l’esempio di Tommaso, che dice: Gesù è davvero risorto, nel suo corpo non sono state cancellate le piaghe, che resteranno per sempre, a testimoniare che è attraverso la sofferenza che si arriva alla gloria, e attraverso la morte che si arirva alla vita.
Questa, ha chiosato Mons. Tanasini, per noi è la luce che dà senso all’esistenza, e ci aiuta a riconoscere che le nostre piaghe sono un segno delle piaghe di Cristo, e le nostre ferite sono un segno delle sue ferite. In questo senso la celebrazione eucaristica con gli ammalati conclude degnamente le feste mariane, perchè storicamente l’apparizione di Maria a Sebastiano Descalzo nel diciassettesimo secolo fu seguita da una lunga serie di pellegrinaggi di ammalati, e di guarigioni, testimonianza della vicinanza di Maria al suo popolo. E così, oggi, la memoria di quegli eventi è rivissuta in concreto, perchè se degli avvenimenti precedenti è possibile leggere le cronache, la sofferenza delgi ammalati è esperienza presente, vita vissuta che continua anche nella comunità. Per questo, ha spiegato Mons. Tanasini, la celebrazione èer gli ammalati è non solo parte integrante, ma necessaria, delle feste in onore a Maria. Maria, la stessa mdre che ha racoclto il Figlio deposto dalla Croce, e prende in braccio ciascun credente. In conclusione, prima di amministrare il sacramento dell’unzione degli infermi, Mons. Tanasini ha invitato gli ammalati a professare la propria fede affidandosi, e nella certezza di non essere soli