DIOCESI – Il Vescovo ha aperto in Cattedrale la Veglia per la Pace. Questo il testo del suo discorso iniziale: “Sappiamo che questo momento è vissuto in comunione con il Santo Padre, rispondendo ad un suo invito, inserendoci dunque in una grande catena che avvolge il mondo per invocare la pace. La pace è un dono di Dio, la pace però è anche opera degli uomini. Noi chiediamo con la nostra prehiera e con il nostro digiuno che i cuori degli uomini sappiano formulare pensieri di pace e questo nella luce del Signore, nel calore del suo Spirito. Gesù ha detto di fronte a particolari difficoltà, laddove si manifestava il male – e lui si riferiva al male creato dal maligno – che per scacciarlo ci vuole preghiera e digiuno. Ecco perché noi viviano preghiera e digiuno. Sappiamo che il principe della pace è Gesù, la nostra fede ci dice che è lui il Signore della pace, colui che ha fatto dei due popoli uno solo, colui che risorgendo ha donato la pace agli uomini. Noi chiediamo a lui di donarci questa pace. Ripetutamente il Santo Padre ha detto che la pace parte dal cuore, chiede la riconciliazione personale del cuore, e allora questo si estende anche all’esterno. Noi facciamo questo gesto nella consapevolezza della gravità del momento. E’ vero che i problemi erano già in atto da tempo, erano già gravi da tempo, ma adesso la loro evoluzione è tale che il male si allarga, si approfondisce il male che distrugge, uccide, l’uso delle armi chimiche, la risposta che si ritiene adeguata e che propone l’intervento delle armi… tutto questo aggrava la situazione e richiede la nostra preghiera. La nostra preghiera e il nostro digiuno non fanno distinzioni, non si pongono direttamente la domanda di chi ha torto o ragione e non ci chiede di patteggiare per l’uno o per l’altro, ma ci chiede che tutti cambino la logica del cuore. E’ questo che chiediamo con la preghiera e il digiuno, cambiare la logica del cuore, rendersi conto che la violenza genera violenza, che l’umanità smetta di pensare che i problemi si risolvono solo con la violenza, ma per ottenere questo bisogna che tutti i cuori e le menti entrino in questa logica, è questo che noi invochiamo. Entrare dentro i cuori, lasciare che il Signore entri dentro i cuori, che la logica della verità e della luce e quindi della pace entrino dentro i cuori! Avremo durante questa preghiera non solo momenti in cui parleremo al Signore, ma avremo anche momenti di silenzio che ci servono per l’adorazione e per riflettere sul nostro cuore, per chiederci se noi siamo in pace, per promuovere in noi pensieri di pace, per essere i primi che si muovono su questa logica, i primi che percorrono questa strada”.













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