Povertà, sostegno a chi crea lavoro, senza troppe burocrazie. Impegno per scuola e famiglia: le riflessioni del Card. Bagnasco

27012014sS_41377006ROMA – Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha aperto i lavori del Consiglio episcopale permanente in corso a Roma fino a mercoledì 26. Nella prolusione il porporato ha proposto una riflessione che parte dal messaggio per la Quaresima di Papa Francesco, per poi tratteggiare un’analisi sul tessuto sociale contemporaneo. Il Card. Bagnasco ha parlato delle “ideologie che oggi deformano la comprensione che la ragione e il cuore hanno della realtà”. A cominciare dall’esaltazione dell’individuo e dalla deformazione dell’umanesimo. “Bisogna accelerare – ha detto – la conversione dall’io al noi e dal mio al nostro”. Il cardinale si è soffermato sul tema dei giovani e il lavoro: di fronte alle crescenti situazioni di crisi è indispensabile – ha spiegato – incentivare i consumi senza ritornare alla logica perversa del consumismo, e dall’altro sostenere in modo incisivo chi crea lavoro e occupazione, semplificando inutili e dannose burocrazie. Anticipando alcuni dati del rapporto Caritas sulle povertà, Bagnasco ha denunciato le crescenti situazioni di povertà in Italia. Quindi si è soffermato su scuola e famiglia ricordando l’appuntamento del 10 maggio in Piazza San Pietro con il Papa. Il presidente della CEI ha ribadito “l’urgenza del compito educativo, la sacrosanta libertà dei genitori nell’educare i figli; il grave dovere della società di non corrompere i giovani con idee ed esempi che nessun padre e madre vorrebbero per i propri ragazzi; il diritto a una scuola non ideologica e supina alle mode culturali imposte”.