Lavagna, lettera del sindaco: “No al nuovo depuratore alla foce dell’Entella”

GIUSEPPE PINO SANGUINETI smallLAVAGNA – No al depuratore comprensoriale alla foce del fiume Entella. Il sindaco di Lavagna, Giuseppe Sanguineti, mette nero su bianco la volontà già espressa in campagna elettorale. Lo fa con una lettera, indirizzata a tutti gli organi amministrativi interessati alla progettazione del nuovo impianto, che sarebbe stato collocato sulla sponda lavagnese del fiume, in uno spazio ad oggi non esistete, da realizzare alla foce del fiume, quale ampliamento della zona portuale.
Una soluzione, questa, scrive Sanguineti, descritta come l’unica percorribile e la più economica, in ragione di diversi studi tecnici; studi che, però, sarebbero stati sempre commissionati, direttamente o indirettamente, dal gestore Iren, e, quindi, secondo il sindaco, non propriamente indipendenti.
Il primo cittadino di Lavagna, non lesina critiche: il progetto dettagliato non esiste, i costi non sono mai stati precisati e variano molto da documento a documento, non si trova negli atti comunali una copia del protocollo di intesa sottoscritto più di un anno e mezzo fa, l’informazione al riguardo è stata confusa e priva di contraddittorio.
Le alternative ci sono, sia puntando su una nuova progettazione, che, semplicemente, investendo sulla messa a norma dell’esistente. valutando al tempo stesso se non ci siano, oltre Lavagna, altri territori idonei ad accogliere le acque reflue dei bacini di pertinenza. E qui Sanguineti si riferisce agli altri Comuni del comprensorio che avrebbero dovuto servirsi del nuovo depuratore. A ciascuno il suo, è la posizione del sindaco di Lavagna, che esclude nella maniera più assoluta la possibilità di avviare opere per convogliare le acque da una parte all’altra del comprensorio, e auspica invece l’avvio di studi indipendenti per comprendere la reale portata della nuova colmata sul bacino dell’Entella, secondo una logica multidisciplinare che metta assieme geologia ed ingegneria ambientale.
In conclusione, il sindaco di Lavagna chiede di studiare nuove soluzioni, anche partendo da zero, nell’intento di salvaguardare la risorsa ambientale rappresentata dal fiume e dal suo bacino.