Messa del Papa a Quito con 1,5 milioni di persone: invito all’unità

Papa a Quito in EcuadorQUITO – “La vera libertà nasce dalla capacità di sanare le ferite e di costruire ponti”: alla Messa al Parque del Bicentenario a Quito celebrata davanti a circa un milione e mezzo di persone, il Papa ha invitato l’Ecuador a ricercare l’unità. Dall’altare adornato da 100.000 rose il Santo Padre ha parlato alla folla della necessità di un’inclusione a tutti i livelli: non ci può essere unità -ha detto- se la mondanità spirituale fa stare in guerra, a danno dei più poveri e indifesi. La fede cristiana è rivoluzionaria -ha spiegato il Papa-: l’unione che chiede Gesù è la multiforme armonia che attrae. Siamo tutti fratelli, nessuno escluso -ha ribadito il Santo Padre-: Gesù prega perché formiamo una grande famiglia, nella quale Dio è nostro Padre e tutti noi siamo fratelli”. Evangelizzare -ha aggiunto- significa dare “testimonianza di comunione fraterna che diventa risplendente: questa è la nostra rivoluzione”.
A Quito Papa Francesco ha poi incontrato alla Pontificia Università Cattolica i rappresentanti della scuola e dell’università dell’Ecuador: siamo chiamati con urgenza a pensare al creato, impegnandoci a non girare le spalle ai nostri fratelli. Questo il monito principale del Pontefice: “abbiamo ricevuto da Dio questa terra come un dono, che va condiviso e custodito. di fronte al male che provochiamo alla madre terra, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei, occorre riflettere -ha aggiunto- su quale tipo di cultura vogliamo o pretendiamo non solo per noi ma per i nostri figli, per i nostri nipoti”.
Sul tema dell’inclusione, necessaria per vincere l’egoismo e la mentalità dello scarto è tornao il Papa durante l’incontro con gli esponenti della società civile dell’Ecuador, svoltosi nella chiesa di S. Francisco di Quito, l’edificio cattolico più antico di tutta l’America Latina durante il quale il sindaco di Quito gli ha consegnato simbolicamente le chiavi della città.
“La società apprenda dalla famiglia affinché nessuno si senta escluso -ha raccomandato il Pontefice-. La solidarietà nella società non consiste solo nel dare ai bisognosi, ma nell’essere responsabili l’uno dell’altro. Se vediamo in ogni persona un fratello, nessuno può rimanere escluso, separato”.