CITTA’ DEL VATICANO – Nel corso dell’Udienza generale tenuta questa mattina in Aula Paolo VI, il Papa è tornato a commentare la preghiera del Padre nostro evidenziando una particolarità: nel testo non è mai citata la parola “io”, bensì sono ripetute le parole “Tu” e “noi” che evidenziano il dialogo che deve esserci.
Gesù non vuole ipocrisia. La vera preghiera è quella che si compie nel segreto della coscienza, del cuore: imperscrutabile, visibile solo a Dio. Io e Dio. Essa rifugge dalla falsità – ha proseguito Francesco – con Dio è impossibile fingere. Davanti a Dio non c’è trucco che abbia potere, Dio ci conosce così, nudi nella coscienza e fingere non si può. Alla sua radice, la radice del dialogo con Dio, c’è un dialogo silenzioso, come l’incrocio di sguardi tra due persone che si amano: l’uomo e Dio, incrociano gli sguardi e quella è preghiera.
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