A Neirone è mancata all’età di 105 anni Caterina “Rina” Gardella. Nata e vissuta da giovane nella frazione di Corsiglia, dove la famiglia aveva una bottega di alimentari, nell’ultimo periodo della Resistenza aveva condiviso la sua vita con Natalina Borgnana, una degli internati civili che nel luglio del 1944 furono liberati dai partigiani nel campo di concentramento di Calvari. Natalina, era stata imprigionata unicamente perché era la consorte di Benvenuto Santus, un esponente delle formazioni partigiane del Biellese, e quando fu liberata trovò ospitalità a Corsiglia in casa dei Gardella, dove la madre di Rina, Ernestina, curava i partigiani feriti nell’infermeria ricavata in una vicina abitazione.
Nonostante l’età la sua memoria era ancora lucida e ricordava lo scambio di lettere tra lei e Natalina Borgnana negli anni del dopoguerra, un rapporto così famigliare per cui volle dare il nome Fulvio ad uno dei sue due figli così come Fulvio era il figlio di Natalina. Ha lasciato, oltre a Fulvio, il figlio Mario con Teresa e gli amati nipoti Stefano, Agnese, Alvaro e Marco.
I funerali si sono svolti martedì nella chiesa di San Maurizio a Neirone.












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