Referendum 8 e 9 giugno 2025, la guida: come si vota, il quorum

L’8 e 9 giugno chi si recherà a votare riceverà cinque schede, una per ciascun referendum
Scheda grigia: licenziamenti ingiusti
Scheda rossa: tutele nelle piccole imprese
Scheda arancione: contratti a termine
Scheda verde: sicurezza negli appalti
Scheda azzurra: cittadinanza
Su ogni scheda è possibile votare Sì o No: i cittadini possono scegliere se cancellare totalmente o in parte una norma esistente, così come previsto dall’articolo 75 della Costituzione. Elettori ed elettrici dovranno porre un segno chiaro sul sì se sono d’accordo all’abrogazione delle leggi indicate nel singolo quesito, o sul no per lasciare che restino in vigore le norme attuali.
Uno degli snodi fondamentali è il raggiungimento del quorum. A differenza di altri strumenti democratici, il referendum abrogativo prevede infatti che, per essere valido, partecipi almeno la metà più uno degli aventi diritto al voto: senza quorum, anche un Sì plebiscitario non produce effetti.
Per ogni quesito ci sarà una diversa scheda elettorale e il quorum verrà calcolato separatamente per ognuno: significa che alcuni quesiti potrebbero raggiungere il quorum e produrre effetti, altri no. Ogni elettore può decidere di ritirare solo alcune delle cinque schede e rifiutare formalmente le altre al momento della consegna, dichiarandolo al presidente di seggio. Così facendo, quelle schede non saranno conteggiate ai fini del quorum. Le schede lasciate bianche o annullate, al contrario, anche se prive di un voto valido concorrono comunque al raggiungimento del quorum. La scelta tra le due alternative può quindi avere un impatto sull’esito finale, nel caso la partecipazione sia bassa. Durante la scrittura della Costituzione, l’Assemblea costituente decise di introdurre il quorum solo per i referendum abrogativi (per quelli costituzionali non è previsto), per impedire che una minoranza degli elettori potesse eliminare una legge votata dalla maggioranza dei cittadini rappresentati in Parlamento.
La Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità; non andare a votare è un modo di esprimersi e giudicare inconsistente l’iniziativa referendaria.
nel caso in cui il referendum sia valido, con la vittoria del sì si ottiene la cancellazione della parte della legge che i proponenti chiedono di eliminare; se vince il No, invece occorre aspettare cinque anni per riproporre lo stesso referendum.