Acciaierie d’Italia: si decida presto per gli Stabilimenti di Genova e Novi L.

Fra il governo che spinge per la decarbonizzazione e i sindacati che chiedono garanzie di continuità produttiva, ci sono migliaia di famiglie il cui futuro dipende dalle acciaierie di Taranto e quindi di Genova e Novi Ligure. E c’è la preoccupazione dei vescovi di Genova e Tortona che in una nota scrivono: la vicinanza e la presenza costante in questi ambienti di lavoro ci hanno permesso di capire che non sussistono motivazioni per un depotenziamento dei due siti e per un prolungamento dell’incertezza nella quale da molto tempo vivono i lavoratori.
Il ridimensionamento o la divisione dei due stabilimenti comporterebbe un impoverimento incalcolabile, non solo in termini economici e di posti di lavoro, ma anche a livello sociale. Per sbloccare la situazione, si legge ancora nella nota, è necessario un intervento risoluto dello Stato, affinché si possano garantire un piano industriale e un programma di riqualificazione energetica credibili e concreti.
La Chiesa di Genova e quella di Tortona uniscono le loro voci, auspicando che vengano prese decisioni rapide e atte a dare serenità ai lavoratori e alle loro famiglie, garantendo così anche il futuro delle comunità coinvolte.