C’è quello che sanno tutti, di Emilio Cervini.
C’è la dedizione al mestiere di maestro. Unico uomo, ad inizio carriera e forse anche dopo, fra decine di colleghe donne e per questo destinato, confidava Emilio Cervini non più di tre settimane fa, a quelle situazioni raggomitolate difficili da dipanare. Prima a S. Margherita Ligure, poi a Chiavari, alla Scuola Fara per molti anni.
C’è il fronte pubblico di una esistenza che ha speso desiderio, fantasia ed energie per Chiavari, le sue scuole, i suoi spazi culturali e i suoi impianti sportivi per cinquant’anni. Dai primi giudizi formulati con gli amici di quello che negli Anni Settanta era il Movimento Popolare, dall’impegno nella Democrazia Cristiana all’adesione al centrodestra, alle cariche pubbliche, a cominciare dall’ultimo mandato del sindaco Luigi Gatti, fra il 1975 e il 1980, fino agli ultimi anni, con Roberto Levaggi primo cittadino.
Cervini ha messo Chiavari al centro di un gioco di sponda che lo ha visto sempre protagonista anche quando non aveva incarichi ufficiali. Studiava i documenti ufficiali, parlava con tutti, davvero con tutti, era sempre preparato e sul pezzo, conosceva come pochi altri la storia recente della città e la amava. Come si ama qualcuno per cui si sogna qualcosa di bello.
C’è la capacità organizzativa e la dedizione spesa per Teatrogiovane, per il centro Odeon, per la Scuola di Teatro, per il centro culturale di Chiavari.
Accanto a fronte pubblico c’è poi quello privato. Emilio Cervini conosceva migliaia di persone. Ma aveva pochi amici. Amici veri. selezionati, scelti, prediletti fra quelli che sapevano decifrare le sue pause, i commenti ironici, le battute taglienti, lo sguardo al di là del volto che aveva davanti a cercare le parole per definire quello che a volte è difficile descrivere.
La fraternità di Comunione e Liberazione è stata la compagna delle sue radici, dei genitori e delle sorelle Antonella e Maria Grazia, la culla del suo matrimonio e la casa su cui ha costruito una famiglia solida. Rita, la moglie, la figlia Chiara. E poi Alessandra, Gabriele, i nipoti e tutti coloro che hanno abitato la sua casa. Che hanno condiviso conversazioni con lui. Nella sua discrezione affettuosa.
Le scuole Maria Luigia sono state il luogo che ha scelto per crescere Chiara – si spese per l’avvio delle medie quando sembrava impossibile farlo – e che ha indicato a tanti come alleato possibile nella sfida dell’educazione.
Che per lui era la vita. Era il gesto, il tratto, lo scopo. perché anche un caffè con Emilio insegnava qualcosa. Anche quando era amaro. Perché alla fine, Emilio, ti lascia con il sorriso.












![Missione Mondo – “Luca Sorride Ancora”| In ricordo di Luca Attanasio [Terza Parte] – 03/06/2026](https://www.teleradiopace.tv/wp-content/uploads/2026/06/1780513200_Missione-Mondo-Luca-Sorride-Ancora-In-ricordo-di-Luca-Attanasio-Terza-Parte-03062026-218x150.jpg)









![Intelligenza Artificiale: Potenzialità e Pericoli [Seconda Parte] – 21 Marzo 2026](https://www.teleradiopace.tv/wp-content/uploads/2026/03/1774897200_Intelligenza-Artificiale-Potenzialita-e-Pericoli-Seconda-Parte-21-Marzo-2026-218x150.jpg)




