Aspirate a cose grandi: l’invito del Papa nella messa del Giubileo dei Giovani

“Cos’è veramente la felicità? Qual è il vero gusto della vita? Cosa ci libera dagli stagni del non senso, della noia, della mediocrità?”
Papa Leone parte da tre domande, che pone ai tantissimi ragazzi e ragazze – circa un milione – durante la messa del Giubileo dei Giovani a Tor Vergata nella periferia di Roma. Per rispondere parte dalla stretta attualità. ossia le esperienze che molti di loro hanno sperimentato in questi giorni: incontrarsi tra persone provenienti da diverse parti del mondo, condividere, dialogare.
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Questo incontro con Dio fa crescere sentimenti di mansuetudine, magnanimità, tenerezza, perdono e pace – prosegue il Papa – in questo orizzonte si capisce perché la speranza non delude.
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Questo significa migliorare sé stessi e la società ,rendendola più umana e più fraterna. Tenersi uniti e rimanere nell’amicizia con Dio, coltivandola con la preghiera, la carità, i sacramenti.
Leone cita quindi i beati Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis, spiegando quale sia il loro insegnamento
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Quindi l’invito a proseguire questo cammino, di cui l’esperienza del Giubileo è stat solo una tappa
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Al termine della messa il Papa ha recitato l’Angelus. In inglese ha rivolto un pernsiero ai giovani che “soffrono i mali più gravi, causati da altri esseri umani”. Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina, con quelli di ogni terra insanguinata dalla guerra ha detto.