Leone XIV si appella ancora una volta alle leadership internazionali, perché operino per arrivare alla fine della violenza laddove le armi continuano a parlare. Il Papa ha invocato la fine della violenza in Terra Santa, in Ucraina e in Myanmar, da dove continuano ad arrivare notizie di violenze su persone e infrastrutture civili: i responsabili internazionali agiscano con “saggezza e perseveranza”. Lo ha fatto ancora una volta prima della recita dell’Angelus, al termine della messa di canonizzazione dei martiri Pietro To Rot e il vescovo Ignazio Choukrallah Maloyan, delle religiose Maria Troncatti, Vincenza Maria Poloni e Carmen Rendiles Martínez, e i laici Bartolo Longo e José Gregorio Hernández Cisneros. Una celebrazione che ha visto in Piazza San Pietro la partecipazione del capo dello Stato italiano Sergio Mattarella. Nella giornata missionaria mondiale il Pontefice si è soffermato sull’importanza della preghiera e della fede per vivere e agire nella speranza della provvidenza di Dio: “quando siamo crocifissi dall’odio e dalla guerra, ha detto, non c’è pianto che Dio non consoli”.
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