AMT, nuove risorse da Regione; lunedì vertice con i sindacati

Il futuro di AMT non sarà chiaro entro un paio di settimane, ma entro un paio di settimane sarà chiara la direzione per costruirlo.
L’azienda di trasporto locale che rischia di naufragare nei debiti, pregressi e acquisiti, 158 milioni secondo l’ultima stima, che perde autisti alla ricerca di una maggiore solidità di base, il cui CdA ha sollevato dall’incarico la direttrice generale lunedì, ha davanti a sé tre tappe decisive.
Lunedì pomeriggio il vertice a Genova che vedrà seduti allo stesso tavolo Regione e sindacati.
Se è vero che all’ordine del giorno c’è un’ampia panoramica sulla situazione del traporto in Liguria è anche vero che sarà la prima occasione ufficiale in cui il presidente della giunta regionale ligure Marco Bucci potrà confermare e dettagliare la proposta di soluzione della crisi che ha annunciato martedì, ossia: l’ingresso di Regione con una quota di maggioranza e, quindi, liquidità. O, anche, lo stanziamento di un fondo per l’efficientamento aziendale che, in linguaggio corrente, significa sostenere un piano per recuperare almeno in parte le perdite già previste per i prossimi mesi, riducendo il disavanzo.
Passerà poi una settimana perché l’altra data decisiva sarà il 24 di novembre, quando è convocata l’assemblea dei soci di AMT. Che dovrà esaminare il piano industriale di risanamento 2025/2029, documento approvato dal Consiglio di Amministrazione di AMT il 22 ottobre, trasmesso ai soci due giorni dopo e portato in Assemblea per una prima lettura 30 ottobre: agli stessi soci è stato garantito il tempo utile per gli approfondimenti. Il piano, che dettaglia gli aumenti tariffari da cui si attende un introito di 10 milioni di euro, oltre alla previsione di contributi pubblici e agli scivoli per i prepensionamenti, dovrà ottenere l’approvazione dell’Assemblea per poi arrivare in Tribunale per l’omologa il 28 novembre – terza data decisiva – a suggello di un percorso che, poi, dovrà essere affrontato.