Intorno alle 17, ora italiana, il Papa è arrivato a Bkerké per l’incontro con i giovani libanesi nel piazzale che si trova davanti al patriarcato di Antiochia dei maroniti. La golf car scoperta, con il Papa in piedi sorridente, ha percorso l’ultimo tratto tra due ali di folla assiepata lungo le transenne, che lo ha acclamato a più riprese con canti, coreografie e danze. Una vera e propria festa, segno del calore e dell’entusiasmo della gente che ha fatto da cornice a tutti i momenti del viaggio nel Paese dei cedri. Ad assistere, a questo e agli altri appuntamenti fra quelli inseriti nel fitto calendario di questi giorni, il presidente della Repubblica, Joseph Aoun.
L’incontro è iniziato con il saluto del patriarca di Antiochia dei Maroniti cardinale Cardinale Béchara Boutros Raï: “Benché il compito sia arduo”, ha detto, “i nostri giovani aspirano a costruire un Libano nuovo, che abbracci identità, religioni e culture diverse e le fecondi in uno spirito di fraternità e di concordia”.
“Vogliono costruire un Libano nuovo, in cui la fede sia una forza che agisce e il pluralismo diventi una ricchezza e la pace trionfi sulla paura”, ha proseguito il cardinale. A conferma di questa consapevolezza, le testimonianze dei giovani hanno descritto il coraggio che ciascuno porta nella sofferenza, la speranza nella delusione, la pace interiore in un contesto sociale lacerato dalla guerra, dalle guerre. Dei giovani il Papa ha detto: “Sono come stelle lucenti in una notte buia, nella quale già scorgiamo il chiarore dell’aurora. In tutti questi contrasti, molti tra noi possono riconoscere le loro stesse esperienze, nel bene come nel male”.
Leone lo ha detto alla distesa dei giovani fra cui molti provenienti anche da Siri e Iraq a testimonianza di ferite che travalicano i confini nazionali. Invitandoli a usare la risorsa più preziosa, il tempo, per costruire un mondo migliore di quello che hanno trovato, con la forza donata da Cristo. Il Papa ha invitato a partire dai gesti quotidiani, dall’accoglienza del vicino e del lontano, dalla mano tesa all’amico e al profugo, dal difficile ma doveroso perdono del nemico.
Consegnando infine la preghiera umile di san Francesco, Leone ha esortato i giovani a crescere forti e vigorosi come i cedri e a far fiorire il mondo di speranza.
Home NOTIZIE Papa e Santa Sede Il Papa ai giovani: avete il dono del tempo, usatelo per costruire...












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