Le motivazioni della sentenza di primo grado sull’omicidio di Nada Cella

Sono state rese note le motivazioni che hanno portato alla sentenza di primo grado nel caso dell’omicidio di Nada Cella, la giovane uccisa nel 1996 in via Marsala a Chiavari nello studio commercialistico in cui lavorava. Secondo i giudici, che hanno scelto di condannare a 24 anni Anna Lucia Cecere, le foto della vittima mostrano “con tutta evidenza un dolo d’impeto, scaturito con tutta ragionevolezza da una qualche accesa discussione ingaggiata con la vittima dall’omicida che deve avere pensato di risolverla eliminando fisicamente l’antagonista: una soluzione che tradisce, all’evidenza, un odio abnorme che mal si concilia sia con il gesto di un soggetto radicalmente sconosciuto alla vittima, sia con quello di chi — sulla scorta di un disegno preordinato — si sia presentato nello studio di Soracco esclusivamente allo scopo di uccidere Cella”.

Secondo i giudici Cecere avrebbe ucciso Nada perché “si era convinta che volesse ostacolare la relazione con Soracco”.