Leone XIV: In Dio ognuno è sé stesso. Poi un richiamo alla libertà di stampa

“Io sono la via, la verità e la vita”. Le parole consegnate dal Vangelo della prima domenica del mese di maggio, hanno fatto da filo conduttore alla riflessione proposta da Leone XIV prima della recita del Regina Coeli. Le parole di Gesù scaldano il cuore e donano speranza. Parla della casa del padre suo dove c’è posto per tutti, e dove il Figlio si descrive come il servo che prepara le stanze. Un mondo nuovo rispetto a quello attuale.
“Nel mondo vecchio in cui ancora siamo in cammino, ad attirare l’attenzione sono i luoghi esclusivi, le esperienze alla portata di pochi, il privilegio di entrare dove nessun altro può. Invece, nel mondo nuovo in cui il Risorto ci porta, ciò che vale di più è alla portata di tutti”.
Questa caratteristica non lo priva di attrattiva, anzi, è fonte di gioia perché la gratitudine prende il posto della competizione, l’accoglienza cancella l’esclusione, l’abbondanza non comporta più diseguaglianza.
“Soprattutto, nessuno è confuso con qualcun altro, nessuno è perduto. La morte minaccia di cancellare il nome e la memoria, ma in Dio ognuno è finalmente sé stesso.”
Al termine della preghiera, il Papa ha invitato a iniziare il mese di maggio, recitando insieme la preghiera del rosario. Poi un richiamo alla Giornata mondiale della libertà di stampa patrocinata dall’Unesco.
“Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza”.