Questa mattina il vescovo di Chiavari Giampio Devasini ha celebrato la messa nella Basilica dei Santi Gervasio e Protasio a Rapallo nella memoria di Maria, prima discepola, e ha pronunciato nell’omelia una riflessione dedicata ad un aspetto particolare dell’essere discepoli, ossia la politica.
“Amare Dio”, ha detto il vescovo, “significa amare la città, occuparsi del bene comune, difendere la dignità di chi non ha voce, costruire ponti invece di muri”.
La prima politica è la politica che nasce dalla gente che non ha potere e che ogni giorno tiene in piedi la città con le proprie mani, con la propria onestà, con la propria fede silenziosa. C’è poi la politica che nasce dal coraggio di chi non accetta che la violenza diventi abitudine, che la l’ingiustizia diventi destino, che la guerra diventi notizia da dimenticare dopo il telegiornale. C’è infine la politica di chi sceglie di rappresentare gli altri non per un personale tornaconto ma per servire il bene comune, non per vincere ma per costruire insieme, non per tenere fisso lo sguardo sulle correnti ma sui volti.
Il vescovo ha invitato a chiedere a Maria che fede, speranza e carità si traducano in vita concreta nelle scelte quotidiane.




























