Il giorno dopo la sentenza di primo grado per il crollo di Ponte Morandi, che ha distinto condanne e assoluzioni e ha ricostruito la catena di responsabilità a partire dagli Anni Novanta, una analisi dei dispositivi permette di capire meglio i criteri che hanno guidato i giudici; in sostanza il Tribunale ha accolto l’impianto della Procura, sostenuto anche dai parenti delle vittime, circa le mancate manutenzioni su alcune delle strutture del ponte. Quelle che poi sono crollate.



























