LAVAGNA – Sul progetto di riduzione del rischio idraulico anche le associazioni ambientaliste Italia Nostra e Legambiente esprimono alcune osservazioni: il progetto non tiene conto dell’intenzione di dare luogo ad una colmata a mare per insediamenti produttivi alla foce dell’Entella: se realizzata, quest’opera potrebbe alzare il livello di piena del fiume, compromettendo l’efficacia delle opere a monte, in particolare lo sbocco del canale di gronda sotterraneo, che dovrebbe agevolare il deflusso delle acque del rio Rezza. Preoccupa gli ambientalisti anche la mancanza di aree di espansione del fiume a monte, lungo tutto il suo corso, cosa che può determinare piene più grandi e più violente a valle; pertanto, è necessario individuare nuove zone agricole non edificate, da ricollegare all’Entella e al Lavagna, rendendole alluvionali. Riguardo, infine, all’argine napoleonico segiun, il fatto di innalzarlo è considerato da Italia Nostra e Legambiente la soluzione meno traumatica, ma, trattandosi di un manufatto storico per gli ambientalisti non dovrebbe essere modificato, ma conservato e valorizzato.













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