Benedetto XVI: “anche nella nostra epoca è possibile aprire un cammino verso l’autentico senso religioso della vita”

CITTA’ DEL VATICANO – All’udienza generale di oggi in piazza S. Pietro, il Papa ha proseguito le sue catechesi sull’Anno della fede. Benedetto XVI ha presentato “un aspetto affascinante dell’esperienza umana e cristiana: l’uomo -ha detto- porta in sé un misterioso desiderio di Dio. Come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica, il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell’uomo, perché l’uomo è stato creato da Dio e per Dio. Una tale affermazione -ha sottolineato il Papa-, che potrebbe suonare quasi ovvia, suona invece come una provocazione nell’ambito della cultura occidentale secolarizzata. “Molti nostri contemporanei -ha proseguito- potrebbero infatti obiettare di non avvertire per nulla un tale desiderio di Dio. In realtà, quello che abbiamo definito come «desiderio di Dio» non è del tutto scomparso e si affaccia ancora oggi, in molti modi, al cuore dell’uomo. Il desiderio umano tende sempre a determinati beni concreti, spesso tutt’altro che spirituali, e tuttavia si trova di fronte all’interrogativo su che cosa sia davvero il bene, e quindi a confrontarsi con qualcosa che è altro da sé, che l’uomo non può costruire, ma è chiamato a riconoscere”. Per Benedetto XVI è possibile anche nella nostra epoca aprire un cammino verso l’autentico senso religioso della vita, che mostra come il dono della fede non sia assurdo né irrazionale. “In questo pellegrinaggio -ha concluso il Papa-, sentiamoci fratelli di tutti gli uomini, compagni di viaggio anche di coloro che non credono, di chi è in ricerca, di chi si lascia interrogare con sincerità dal dinamismo del proprio desiderio di verità e di bene. Preghiamo, in questo Anno della fede, perché Dio mostri il suo volto a tutti coloro che lo cercano con cuore sincero”.