Papa Francesco: “I mafiosi e le mafiose si convertano a Dio”

papa angelusCITTA’ DEL VATICANO – “I mafiosi e le mafiose si convertano a Dio”. Le parole pronunciate dal Beato Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento, sono tornate a riecheggiare ieri mattina in Piazza San Pietro, attraverso la voce di Papa Francesco. Di ritorno dalla visita pastorale alla parrocchia romana dei Santi Elisabetta e Zaccaria, il Pontefice si è affacciato dal balcone del Palazzo Apostolico per la recita dell’Angelus. Richiamando la festa che si celebrava ieri, domenica della Santissima Trinità, il Papa ha ricordato il significato di questo tempo che rinnova ogni anno gioia e stupore della fede. “Dio non è qualcosa di vago – ha detto –  il nostro Dio non è un Dio “spray”, è concreto, non è un astratto, ma ha un nome: «Dio è amore»”. La Santissima Trinità, ha proseguito il Pontefice, non è il prodotto di ragionamenti umani; è il volto con cui Dio stesso si è rivelato, non dall’alto di una cattedra, ma camminando con l’umanità”. Oggi lodiamo Dio non per un particolare mistero, ma per Lui stesso, «per la sua gloria immensa». Quindi un richiamo alla beatificazione avvenuta sabato a Palermo, di Don Pino Puglisi, il sacerdote del Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. “Io penso a tanti dolori di uomini e donne, anche di bambini, che sono sfruttati da tante mafie – ha detto il Papa – che li sfruttano facendo fare loro un lavoro che li rende schiavi, con la prostituzione, con tante pressioni sociali. Preghiamo il Signore perché converta il cuore di queste persone.”