Sestri Levante vara le tariffe Tares. Vedi video.

110511_municipio_sestri-levanteSESTRI LEVANTE – La Tares, si sa, incide in maniera sensibile sulle tasche dei cittadini. E Sestri Levante non farà eccezione. Il consiglio comunale di ieri sera ha approvato in maniera definitiva il regolamento per l’applicazione della tassa relativa alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, e a seguire anche le nuove tariffe, varate con gli 11 voti favorevoli della maggioranza e cinque contrari dell’opposizione – era assente Rossignotti.
Il vicesindaco Piero Gianelli ha sppiegato come la gestione del tributo, a seguito delle numerose modifiche elaborate in fasi via via successive, sia diventata un aumentico problema per gli uffici. Il Comune di Sestri Levante alla fine ha deciso di elaborare le tariffe in base alle procedure adottate per la vecchia Tarsu, ma cercando di rispettare il principio “chi inquina paga” e mantenendo la copertura integrale dei costi del servizio. In sostanza, secondo la giunta, gli aumenti saranno diversificati, in alcuni casi ininfluenti, e al massimo arriveranno al 25%. Secondo i calcoli presentati al consiglio, per oltre il 75% delle famiglie di Sestri Levante e la maggior parte delle attività commerciali, dall’ultimo aumento delle tariffe, si registra un incremento che sta nell’ordine della rivalutazione ISTAT. Sulle tariffe va applicata una maggiorazione di 30 centesimi a mq che dovrebbe servire alla copertura dei costi dei servizi indivisibili dei Comuni ma che in realtà confluirà interamente nelle casse dello Stato.
Il capogruppo del PdL Marco Conti ha motivato il suo voto contrario con la scarsa equità dell’applicazione del tributo: “Spalmando gli aumenti su tutte le categorie, per evitare aumenti sproporzionati, in realtà si penalizzano le realtà più deboli, case di riposo, titolari di box pertinenziali, attività commerciali periferiche. Occorrerebbe valutare caso per caso la quantità e la qualità della spazzatura prodotta”. Un approccio simile a quello suggerito dal Movimento Cinque Stelle. Il capogruppo Martino Tassano  ha votato no anche al regolamento perchè, ha spiegato, non prevede sconti per chi incrementa la differenziata, ma adotta criteri non verificabili, come ad esempio l’aver ritirato la compostiera, o vivere distante dai cassonetti. Il futuro della gestione dei rifiuti è ben diverso da quello che si intravede da questa gestione”