Padre Mauro da Niamey: “Almeno 4 morti trovati bruciati nelle chiese”

padre mauro armaninoNIAMEY – Scrive Pader Mauro Armanino – missionario SMA – da Niamey: “Era solo una parte degli invisibili di ogni giorno. Guardano bruciare il loro futuro. Stanno accampati sulle strade della città. Abitano l’informale che la capitale del paese impone. Adolescenti, giovani, apprendisti, disoccupati, inutili, sfruttati, cancellati, usati, frustrati, pagati. Una parte di questi ha incendiato le chiese di Niamey. Vuotato i negozi e i laboratori dei cristiani. Saccheggiate le case e le istituzioni degli occidentali. Nelle strade bruciavano i pneumatici coi quali i bambini giocano sulle strade. Per qualche ora sono apparsi quello che non sono stati mai. D’improvviso padroni delle strade che li vedono mendicanti. Bruciano le sedie, gli archivi e la bandiera della Francia. Passa il fuoco che consuma. Viene appiccato alle strutture della società. Costruzioni stabili per il culto dell’altro Dio. Bar, attività commerciali, ditte francesi. Passa di fretta il fuoco che rivendica uno spazio. Perché stanno da anni bruciando i loro anni. La rabbia dell’esclusione che sta sotto la cenere. Il fuoco di Niamey parte poco lontano. Tra qualche giorno sarà passato nei ricordi. Per un tempo tutto sembrerà diverso. Parole che incendiano il silenzio complice. Giovani allo sbaraglio come fuoco che ha troppo da perdere. I saccheggi sono lo specchio della prima violenza. Nulla si crea e molto si distrugge. Sono almeno 4 i morti trovati bruciati nelle chiese. Brucia l’umiliazione della civiltà. Perché hanno rubato le scorte di speranza. Presi in ostaggio dai posti in prima fila. Accantonati per i cortei presidenzali. Schede bianche per le scadenze elettorali. Rapiti del più prezioso che si possiede per il tempo che rimane. Brucia l’eliminazione nelle fasi preliminari. Gioventù bruciata si diceva. E allora si bruciano le parole e quanto potrebbero generare. Bruciano le ferite mai risanate dei tradimenti. Bruciano le sconfitte di non è ammesso alla gara. Brucia la rabbia di chi non trova il cammino da prendere. Bruciano i sogni tra i crocevia della città. Bruciano i progetti mai nati. Poi a Niamey ritorna il domani. Il vento disperde le ceneri”.