GENOVA – Il Consiglio regionale ha approvato le modifiche allo statuto della Regione con 24 voti favorevoli (maggioranza e Ncd) e 8 contrari (FI, Lega Nord e Liste Biasotti). La legge era stata già approvata in prima lettura il 18 novembre scorso, ma era necessaria una seconda votazione dopo 60 giorni. Viene abolita la Consulta statutaria; inoltre, in seguito alla riduzione del numero di consiglieri l’ufficio di presidenza viene ridotto da 5 a 3 membri contemplando un solo vicepresidente e un solo segretario. Gli assessori passano da dodici a sette. Nel dibattito in aula sono stati respinti due emendamenti, presentati da Aldo Siri (Liste Biasotti) e sottoscritti da Lorenzo Pellerano, che chiedevano di non superare il limite di sei assessori in giunta e di tre assessori esterni.
Per Marco Melgrati di Forza Italia “la sinistra punta a mantenere le poltrone per gli amici della coalizione”.
E’ critico anche il consigliere Ezio Chiesa di Liguria Viva, che però ha votato a favore del provvedimento, in quanto lo statuto è uno degli atti fondamentali teso a garantire il buon funzionamento del consiglio regionale: “sette assessori esterni sono decisamente troppi; se a questi aggiungiamo i sei componenti del listino si determina il fatto che il nuovo presidente potrà avvalersi di 13 persone esterne, decisamente un numero troppo elevato rispetto ai 30 consiglieri eletti”.
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