Il nome, Conclave: deriva dal latino cum-clave, ed è riferito ad uno spazio chiuso. Nel linguaggio della Chiesa viene usato per indicare sia il luogo chiuso dove avviene l’elezione dei Pontefice sia l’insieme del Collegio dei cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Papa.
La storia. Nei primi 1200 anni della vita della Chiesa il successore di Pietro, in quanto vescovo di Roma, veniva eletto con il coinvolgimento della comunità locale: il clero vagliava i candidati proposti dai fedeli e il Papa veniva scelto dai vescovi. Fra il 1059 con Nicolò II e il 1179 con Alessandro III si stabilisce che solo i cardinali possono eleggere il Papa e con la maggioranza dei due terzi.
Il Conclave più lungo della storia, che si svolge a Viterbo nel 1268 elegge il Papa dopo due anni e nove mesi. Ed è il Papa eletto, Gregorio X, che istituisce il Conclave nel 1274; il primo Conclave ufficiale, quindi, è quello del 1276 che si svolge ad Arezzo e elegge Innocenzo V.
Nel Novecento viene introdotto l’obbligo del segreto e la norma di conservare la documentazione a disposizione solo del Papa. Il motu proprio Ingravescentem Aetatem di Paolo VI introduce il limite degli 80 anni per i cardinali elettori.
La legislazione oggi in vigore per l’elezione del Pontefice è la Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata da Benedetto XVI nel 2013. Benedetto XVI introduce anche il ballottaggio fra i due candidati più votati, sempre a maggioranza dei due terzi, dopo il 34esimo scrutinio andato a vuoto.



























